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Ostia, progetto “Dove lo getto”: anche ragazzi disabili differenziano

Un’iniziativa che si propone di integrare la disabilità con la sensibilizzazione ambientale. Si chiama “Dove lo getto“, ed è un programma educativo creato dalla Fondazione Roma Litorale. L’obiettivo principale è sviluppare competenze pratiche nei giovani affetti da disabilità del neurosviluppo, per farli sentire cittadini attivi nella loro comunità attraverso la gestione responsabile dei rifiuti. Scopriamo i dettagli di questo progetto che mira a fare la differenza per ragazzi e ambiente!

Un modello per la cittadinanza attiva

“Dove lo getto” coinvolge dieci ragazzi in un’esperienza formativa che spazia dall’apprendimento pratico alla costruzione di relazioni sociali. Attraverso attività quotidiane come la raccolta differenziata, gli utenti del centro diurno possono imparare a gestire i rifiuti, non solo contribuendo alla pulizia dell’ambiente circostante, ma anche sviluppando competenze fondamentali per la loro crescita personale.

Queste attività pratiche non si limitano al semplice svolgimento di compiti di gestione dei rifiuti. I ragazzi ricevono l’opportunità di migliorare le loro capacità di lavorare in gruppo, affinare la manualità e sviluppare la motricità fine, tutti aspetti cruciali per la loro autonomia futura. Dalla gestione della raccolta differenziata presso il bar interno fino all’organizzazione dell’area mensa, ciascun passo compiuto è orientato a costruire una maggiore responsabilità e consapevolezza ecologica. Stefano Galloni, direttore generale della Fondazione, enfatizza come questo progetto non sia solo educativo, ma rifletta perfettamente un impegno più profondo per una responsabilità sociale condivisa.

L’importanza del contesto ambientale

Il contesto dove si sviluppa il progetto “Dove lo getto” è di grande rilevanza. Roma Litorale è conosciuta non solo per la sua bellezza naturale, ma anche per i suoi beni artistici e il ricco patrimonio culturale. Galloni sottolinea l’importanza di questo territorio, con la Pineta di Castel Fusano e le meravigliose località balneari come Tor Paterno, ribadendo che la natura deve essere protetta e valorizzata. I ragazzi coinvolti nel progetto hanno la possibilità di sperimentare quotidianamente l’importanza del loro ambiente, imparando a prendersene cura, al fine di affiancare a un percorso di crescita personale anche una maggiore sensibilità ecologica.

L’integrazione di persone con disabilità all’interno di un progetto così caratteristico offre loro un senso di appartenenza e un modo per contribuire attivamente alla comunità. Galloni mette in luce come ognuno di noi, sia che si presenti con fragilità o meno, debba considerare il proprio ruolo nella società. Operare insieme, in un clima collaborativo e rispettoso, è fondamentale per migliorare la qualità della vita e per costruire relazioni sociali più solide. In questo modo, meraviglie naturali e responsabilità sociale si intrecciano, creando una rete di supporto e cura reciproca.

Un impatto positivo

Con “Dove lo getto“, la Fondazione non si limita a fornire una formazione pratica; si inserisce, infondo, in un contesto più ampio che sostiene la raccolta differenziata e la sostenibilità ambientale come valori centrali. Le politiche locali stanno sempre più riconoscendo l’importanza di gestire i rifiuti in modo responsabile e ecologico. L’impegno della Fondazione si propone di contribuire agli sforzi collettivi nella riduzione dell’impatto ambientale nelle comunità, un passo significativo verso un futuro più sostenibile.

Galloni esprime entusiasmo riguardo al progresso che il progetto sta già cominciando a mostrare. Con il rinnovato interesse per la gestione del ciclo dei rifiuti, i ragazzi non solo partecipano attivamente a un’iniziativa ecologica, ma diventano anche portatori di cambiamento, influenzando positivamente l’opinione pubblica e la coscienza collettiva. Anche se si tratta di un piccolo contributo, ogni azione conta. “Dove lo getto” offre ai giovani l’opportunità di sperimentare un ruolo di responsabilità e inclusione all’interno della società, promuovendo sia il loro benessere che quello del pianeta. Un cambio di paradigma è in atto, e il cammino che i ragazzi compiono è quello verso una cittadinanza attiva e consapevole.

Marco Rossetti

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